Ischia, paraviso ‘e giuventù,
Ischia, chistu mare è sempre blu!
Chistu cielo ch’è n’incanto,
chistu golfo ch’è nu vanto
chesto ‘o tiene sulo tu!
Sti bellizze songhe ‘o vero!
Chesto ‘o dice ‘o forestiero,
ca scurdà nun te pò cchiù.

Così cantava l’isola Antonio De Curtis, in arte Totò: un paradiso dal mare sempre blu che non si può scordare.

Ischia offre infatti un ambiente magnifico e suggestivo: un castello che si erge su un isolotto di origine vulcanica, scogli di tufo dalle forme bizzarre, un vulcano verdeggiante da cui si può ammirare tutto il panorama dell’isola, un mare cristallino… quale scenografia migliore per il cinema?

Ed è proprio il cinema che concorre a rendere l’isola indimenticabile: le sue spiagge e i suoi paesaggi sono stati immortalati in quasi una cinquantina di film italiani e stranieri, senza contare i numerosi documentari e le fiction tv (si pensi al contemporaneo “Un posto al sole”, ambientato a Napoli, ma che per alcune puntate ha scelto l’isola partenopea).

Il primo regista a sceglierla come location fu Amleto Palermi nel 1936 che, volendo adattare per gli schermi cinematografici il celebre romanzo di Emilio Salgari Il corsaro nero, ambientato in parte su un’isola caraibica, sceglie proprio Ischia: “una suggestiva isola che ho sempre presente per le sue bellezze naturali. Il clima d’Ischia mi rigenerò molto. Avemmo modo di conoscere le bellissime pinete e di osservare un popolo tranquillo al suo lavoro agricolo.”

Vittorio de Sica

A seguire molte altre produzioni ne seguono l’esempio: da Billy Wilder a De Sica molti registi hanno scelto questo paesaggio ricco di set naturali variegati, che si prestano alle trame più disparate, come location per film storici e commedie, film d’azione e di pirati, mettendo spesso in primo piano l’ambiente, che fa da sfondo naturale o si eleva a personaggio, docile compagno con un panorama romantico o imprevedibile nemico, con le sue rocce vulcaniche e il suo mare indomabile.

Nel 1949 infatti Luigi Zampa mette in scena Campane e martelli, film reso famoso soprattutto dalla presenza di Eduardo De Filippo e Gina Lollobrigida nel cast, e qui la suggestiva chiesa del Soccorso di Forio appare già nei titoli di testa: a picco sul mare è conosciuta in tutto il mondo per la sua inconfondibile facciata bianca e le sue maioliche del 700 che
raffigurano santi e scene della Passione di Cristo.

Il corsaro dell'isola verdeE’ invece il Castello Aragonese a spiccare ne Il corsaro dell’isola verde (The Crimson Pirate), film diretto nel 1952 in Technicolor da Robert Siodmak, ambientato nuovamente su un’isola caraibica. Teatro delle sequenze di cappa e spada in una trama di pirati, bottini e piccole rivoluzioni, il castello è perfetto: costruito nel 400 a.C. per volontà del tiranno siracusano Castum Gironis, è eretto su una bolla di magma causata da un’eruzione oltre 300 mila anni fa ed è collegato all’isola d’Ischia da un percorso in muratura lungo più di 200 metri. Ed è proprio questo castello che fa da sfondo a un’interessante intervista rilasciata da Vittorio Storaro sulla fotografia nel cinema nel 2013, in occasione dell’Ischia Film Festival.

Ma è nei primi anni Cinquanta che Ischia diventa un set cinematografico particolarmente ricercato e ambito: il visionario Angelo Rizzoli, editore e produttore cinematografico di successo, innamoratosi del fascino dell’isola ne comprese il potenziale e si prodigò per trasformarla da terra di pescatori e agricoltori in meta turistica chic per le personalità della finanza, della politica e del cinema.

Grande risalto ha infatti l’ambientazione nei film di Mario Camerini prodotti da Rizzoli: Suor Letizia con Anna Magnani (1956) e Vacanze a Ischia (1957) con Vittorio de Sica e Peppino De Filippo. In quest’ultimo Lacco Ameno è la location principale, con la sua sirena di bronzo che copre pudicamente le sue grazie, il suo scoglio a forma di fungo e il suo maestoso albergo Regina Isabella (in cui l’anno precedente alloggiavano Ginger Rogers e il marito per una vacanza da sogno); ma il resto dell’isola viene comunque messo in mostra e reso famoso grazie al personaggio della guida che fa fare un giro turistico a una coppia di francesi mostrando loro anche la già citata chiesa del Soccorso e la spiaggia di San Montano, con la sua sabbia fine e i fondali bassi.

matt-damonIl borgo antico di Ischia Ponte, chiamato Borgo di Celsa per la presenza dei gelsi, è un set naturale molto ricercato dai registi stranieri: è qui che viene ambientato Plein Soleil (Delitto in pieno sole), diretto da René Clément nel 1960, film che rese celebre Alain Delon e che fece vincere a Clément e Paul Gégauff un Edgar Award per il miglior sceneggiato straniero. Il film è un adattamento de Il talento di Mr Ripley di Patricia Highsmith, da cui sarà tratto anche l’omonimo film del 1999. Il paese di fantasia chiamato Mongibello del romanzo è al cinema l’isola verde, in cui il borgo antico di Ischia Ponte diventa lo scenario perfetto per questo giallo dalle tinte fosche che lascia però grande spazio alla mostra della bella vita che passeggia per i vicoli stretti e i palazzi signorili alternati alle case basse caratteristiche del borgo di pescatori. Anche l’adattamento del 1999 di Anthony Minghella, con Jude Law e Gwyneth Paltrow, è stato girato a Ischia, fatta eccezione per alcune location girate a Procida.

Sempre del 1960 è Appuntamento a Ischia, diretto da Mario Mattoli, film che vede il debutto di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e in cui compaiono anche Modugno e Mina (che canta “La nonna Magdalena”, “Il cielo in una stanza” e “Una zebra a pois”) e riconferma Ischia come meta turistica glamour.

cleopatra-ischiaAnche la stella del cinema Liz Taylor calpestò il suolo di Ischia con Cleopatra (1963), per la regia di Joseph L. Mankiewicz, film che fruttò quattro premi Oscar: fotografia, scenografia, costumi ed effetti speciali. Anche in questo caso il Castello Aragonese servì con muto splendore la sua funzione scenografica: per questo colossal indimenticabile. Il film di spettacolare ebbe però soprattutto le spese: mandò quasi in fallimento la 20th Century Fox con i suoi 44 milioni di dollari di costo di produzione, tra cui solo 194.800 per i costumi di Elisabeth Taylor.

Di tutt’altro genere è la commedia Caccia alla volpe, commedia del 1966 diretta da De Sica nella sua fase postneorealista e con Peter Sellers: in questa pellicola risalta il villaggio di Sant’Angelo, l’antico borgo di pescatori che altro non è che un grande scoglio collegato all’isola grazie a un sottile istmo di terra scura, che contrasta splendidamente
con il mare cristallino circostante.

E anche Billy Wilder si fa coinvolgere dal fascino dell’isola verde in Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? (1972) ambientato tra Ischia e Capri, in cui una giovanissima Juliet Mills corre per le stradine del borgo di Ischia Ponte con un gelato in mano e un altrettanto giovane Jack Lemmon viene sedotto sugli scogli di Sant’Anna, pittoreschi scogli che molti artisti dell’Ottocento hanno dipinto come rappresentazione del sogno mediterraneo e della sua natura sublime.

baia di cartaromana ischiaNon si pensi che solo la cinematografia del secolo scorso prediligesse Ischia come ambientazione per i film: nel 2003 per esempio Leonardo Pieraccioni per la prima volta decide di girare un film nel sud d’Italia proprio nell’isola flegrea: Il Paradiso all’improvviso. Il film percorre praticamente tutta l’isola e fa dell’ambiente una serie di “cartoline cinematografiche”: oltre alle meraviglie già citate troviamo in questo film la baia di Cartaromana, con il suo paesaggio mozzafiato, in cui grazie a un effetto termale naturale l’acqua del mare è calda.

Ed è del 2009 il film italo-francese Villa Amalia di Benoit Jacquot tratto dall’omonimo romanzo di Pascal Quignard, in cui vengono messi in risalto gli scorci di Campagnano, un tempo piccolo villaggio di case rurali oggi circondato da ville lussuose abitate da chi ama respirare sia l’aria di mare che di montagna.

Ed è recentissimo, del 2012, il film And while we where here diretto da Katherine Cunningham-Eves in arte Kat Coiro. La regista, sceneggiatrice e produttrice americana le cui serie tv e i cui film hanno avuto successo in tutto il mondo esalta la bellezza dell’isola d’Ischia promuovendone l’immagine a livello internazionale.

Il connubio tra Ischia e il cinema, dunque, è nato nel secolo scorso e non dà cenno di volersi arrestare grazie alla suggestione e la varietà di paesaggi che offre l’isola. A metafora di questo sposalizio si erge la Villa La Colombaia di Luchino Visconti, seminascosta dagli alberi del bosco di Zaro a Forio: meta ambita per turismo, cinema ed eccellenze.